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: SPECIALE - TOBE HOOPER :
Dal Texas con orrore!
di Francesco Mirabelli


Tobe HooperNato Ad Austin (in Texas) il 25 gennaio del 1943, Tobe Hooper è stato uno dei registi più sottovalutati dal nostro paese. Durante l’infanzia viaggia da una città all’altra perché i suoi genitori lavorano nel settore alberghiero, e di conseguenza risiede in vari motel dove si abitua a vivere. La madre lo porta al cinema circa 8 volte al mese, e proprio qui inizia la passione di Tobe per i film, che lo indirizzeranno verso una futura carriera cinematografica.
Hooper viene affascinato tantissimo dal cinema e grazie alla cinepresa (8 mm) del padre, realizza un cortometraggio con i suoi amici. Frequenta senza costanza corsi scolastici e studia cinema e musica al college della sua città natale.
Dopo aver compiuto studi irregolari, inizia a prendere contatto con il mondo del cinema, divenendo prima cameraman e successivamente montatore di spot televisivi. Gira parecchi cortometraggi tra cui i più conosciuti: “The abyss”, “Heisters” e il deludente “Eggshells”, lungometraggio che non riscosse particolare successo e che risulta irreperibile nel mercato Home Video. Nel 1974 iniziano gli anni d’oro di Hooper che dirige uno dei capostipiti della cinematografia horror mondiale, “The Texas Chainsaw massacre” (in Italia edito con l’inspiegabile titolo “Non aprite quella porta”) ispirato ad un fatto di cronaca realmente accaduto in Texas intorno agli anni ’50.
La pellicola narra le vicissitudini di un gruppo di ragazzi divenuti preda di una famiglia di squilibrati assassini dediti al cannibalismo. Per i giovani la loro gita si trasformerà in un incubo di efferata violenza da cui non faranno ritorno. “The Texas Chainsaw massacre” è stato girato in 16 mm, con un budget complessivo di 155,000 dollari (il film ne incasserà in seguito 50 milioni con uno straordinario successo in tutto il mondo). Il regista Texano affronta il cannibal-Non aprite quella portamovie, tema che verrà successivamente ripreso da altri classici del genere, tra cui: “Cannibal Holocaust” (1979) diretto da Ruggero Deodato, e “Le colline hanno gli occhi” (1977) di Wes Craven. In "Non aprite quella porta" domina un’atmosfera inquietante, emanata in tutto l'arco della pellicola da visioni disturbanti d'intenso Quel motel vicino alla paludeterrore, e da un diligente uso di effetti sonori (non una colonna sonora), bensì ronzii di animali e urla inarrestabili. Hooper scrisse la sceneggiatura avvalendosi della collaborazione di Kim Henkel, che dirigerà negli ultimi anni ’90 un pessimo quarto capitolo della saga:Non aprite quella porta 4”, assolutamente da dimenticare!
The Texas Chainsaw massacre” ha presentato al pubblico il personaggio Leatherface (faccia di cuoio), un gigante ritardato che indossa maschere fatte di pelle umana, e trascorre il tempo squartando cadaveri. Nel 1976 Hooper dirige un prestigioso film dall’indubbio valore artistico: “Quel motel vicino alla palude” interpretato dalla giovanissima Marilyn Burns (l’indimenticabile protagonista di “Non aprite quella porta”).
Nel cast figura anche un altro genio del terrore, Robert Englund, il quale interpreta un rompiscatole uomo di affari. La storia ruota attorno ad un decadente motel, il cui proprietario è un fanatico e nevrotico personaggio dalla mente sconvolta, che alleva un feroce coccodrillo a cui è morbosamente attratto, talmente tanto da dargli in pasto le sue vittime. Pur risultando godibile, scorrevole e a tratti persino disturbante, la pellicola non riesce a proporre lo stesso clima da incubo che avevamo magicamente visionato nel “Massacro Texano”. Nel 1979 è la volta di “Le notti di salem” (Salem’s Lot); tratto da un omonimo romanzo di Stephen King, il film ci racconta la storia di un antiquario che attende a Salem (la cosiddetta cittadina stregata)  “Barlow”, un orribile vampiro dalle fattezze umane. Il suo arrivo darà inizio ad anomali avvenimenti: morti improvvise, apparizioni notturne e gente che scompare inspiegabilmente. Ben Mears, un giovane parapsicologo, intuisce il pericolo e si accinge ad Il tunnel dell'orroreaffrontare entrambi i personaggi demoniaci, che dominano la cittadina attraverso la diffusione di una peste che colpisce coloro che vengono morsi dai vampiri… Dopo “Non aprite quella porta e Quel motel vicino alla paludeHooper opta per il vampirismo. Il film non è all’altezza dello splendido romanzo di King, e in origine doveva essere una miniserie in due puntate della durata di 210 minuti, ma poi vennero eliminate delle scene con il risultato definitivo di un unico film di 112 minuti.
Considerati i molteplici tagli di cui è stata vittima la suddetta pellicola, ed una recitazione non tanto convincente, questo “Salem’s Lot” risulta essere non eccellente, ma comunque da apprezzare tra i prodotti del regista. Dopo “Salem’s Lot” c’è da rammentare una sublime gemma del cinema horror:Il tunnel dell’orrore”. Quattro ragazzi dopo essersi recati in un Luna Park per una serata di puro divertimento, decidono di trascorrere la notte nascosti all’interno del Tunnel dell’orrore, giostra dall’aspetto macabro ma divertente. Lì, assistono fatalmente al feroce delitto ai danni di una maga, compiuto da un essere mostruoso (un ragazzo minorato) con la complicità del padre; i ragazzi cercano di fuggire, ma è troppo tardi: gli assassini si accorgono di loro e cercheranno di eliminarli a tutti i costiLe notti di Salem
Avvalendosi di una trama essenzialmente originale che risulta essere uno dei punti di forza del film, Hooper dirige un prodotto all’altezza delle sue grettezze. Coinvolgente la recitazione di Elizabeth Berridge (per la prima volta sullo schermo), soprattutto nelle scene più angosciose del film. Ottimo il make-up a cura di Rick Baker, altrettanto il luogo in cui si svolge gran parte della pellicola, un Luna Park; indimenticabili anche gli splendidi scherzi della natura che intravedono i ragazzi nelle varie baracche.
PoltergeistC’è da dire, inoltre, che il film è stato tratto da un famoso romanzo dell’orrore. Nel 1982 Hooper presenta al pubblico un film-spettacolo: parliamo ovviamente di “Poltergeist – Demoniache presenze”, ghost-movie dagli stupefacenti effetti speciali curati dallo specialista George Lucas. Prodotto da Steven Spielberg (noto per aver diretto film epocali come “Lo squalo” , “E.T.” ed aver prodotto varie pellicole di fantascienza) che in questa pellicola è anche co-regista e sceneggiatore, Poltergeist è un viaggio nel soprannaturale mondo dei fantasmi inquieti che tormentano la famiglia Freeling. La loro villetta viene invasa da forze oscure e malefiche, apparentemente insignificanti, che in breve tempo trasformano la casa in un teatro di terribili fenomeni paranormali.The Mangler
Il film, pur costando 11 milioni di dollari è stato uno degli incassi più commerciali. Nel 1995 esce un'altro prodotto targato Hooper, tratto da un romanzo di Stephen King ed interpretato da Robert Englund:The mangler – La macchina infernale”, che purtroppo non soddisfa le aspettative del pubblico e difatti, vedendo una troupe gremita di nomi importanti, ci si aspettava senz'altro un prodotto assai dignitoso, ed invece è stato l’opposto: il film raggiunge appena la sufficienza. Negli anni successivi il regista Texano non ha diretto più pellicole memorabili. Tra i passi falsi di Hooper annotiamo “Night terrors” (1993), “I figli del fuoco” (1990) e “Space Vampires” (1985). Di recente sembra che Hooper abbia ritrovato la sua vena creativa, dirigendo rispettivamente “Crocodile” (2000), una sorta di sequel del predecessore "Quel motel vicino alla palude" ( anche se troppo scontato e monotono resta comunque uno dei film salvabili tra gli ultimi da lui diretti) e “Toolbox murders” (2003), remake del sanguinoso slasher-movie del 1978 diretto da Dennis Donnelly.

Filmografia principale:
1974 - Non aprite quella porta
1976 - Quel motel vicino alla palude
1979 - Le notti di Salem
1981 - Il tunnel dell'orrore
1982 - Poltergeist - Demoniache presenze
1985 - Space Vampires
1986 - Invaders from mars
1987 - Non aprite quella porta 2
1989 - I figli del fuoco
1990 - Il vestito che uccide
1993 - Night terrors
1993 - Body Bags (episodio n. 3)
1995 - The mangler – La macchina infernale
2000 – Crocodile
2003 – La casa dei massacri