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: Intervista a Lorenzo Lepori : Il trash maker dello spaltter indipendente “Il vangelo secondo Taddeo” di AntonLuigi Pecchia


A.P. Ciao Lorenzo, quest’anno è uscito il tuo primo lungometraggio “Il Vangelo Secondo Taddeo”, è stata la tua prima esperienza da regista?

L.L. In assoluto dato che prima di tale osceno filmazzo avevo preso in mano la videocamera nemmeno per un filmino casalingo, termine d'altra parte applicabile anche a tale opera magna...

A.P. Bene. Vorresti parlarci un po’ di questo film, ciò che ne è venuto fuori ti ha soddisfatto?
L.L.: L'idea da cui tutto ha preso inizio era decisamente diversa da ciò che poi ne è effettivamente sortito fuori… ma man mano che stavo lì a girare, weekend dopo weekend, vedevo che il girato riusciva a conservare una sua omogeneità terzomondista che mi divertiva. Il mio fine dopotutto era quello di creare una trashata che fosse divertente da gustare tra amici, cannoni e birra e credo che da questo punto di vista il film sia quello che doveva essere.
Ora certamente non girerei in maniera così istintiva e malaccorta la maggior parte delle sequenze, magari tirerei fuori il treppiede e farei il bilanciamento del bianco… per esempio. Ma in definitiva si, sono soddisfatto di quello che ho fatto ma sempre col pensiero, naturalmente, che le cose che seguiranno dovranno segnare un'evoluzione rispetto a questo film

A.P. A cosa ti sei ispirato per “Il Vangelo Secondo Taddeo”?
L.L. Allora, prima di tutto c'è un'ispirazione all' "intraprendere" la realizzazione del film, con questo intendo un paio di figure cardine che mi hanno definitivamente convinto alla mia missione di "creatore di film di merda": Andy Milligan, Jesus Franco e perchè no… Andreas Schnaas.
Ma nel caso dell'ultimo si è trattato più di un discorso tipo: << Hey, questo stronzo ha fatto dei film che altri stronzi come me hanno comprato! Perché non fare lo stesso, dato che pure un bambino potrebbe girare meglio di lui?>>.
Per quanto invece riguarda l'ispirazione di tematiche, atmosfere ecc… per quanto in questo film si noti assai poco visto il caos che vi aleggia…direi che nello specifico hanno giocato un gran ruolo Enzo G. Castellari e una generale fascinazione per il cinema lisergico e strafatto anni sessanta con un pizzico di Herschell Gordon Lewis.

A.P. Quali sono i tuoi film horror preferiti?
L.L. Difficile questa...troppi…troppi, vediamo: dovrei nominarti l'intera filmografia orrorifica di Cronenberg con “Videodrome” a portare lo stendardo, poi ci sono le piccole ossessioni per piccoli film come: "Rose Rosse Per Il Demonio" (il titolo originale mi pare sia “Demons Of The Mind”), il meraviglioso “Perché Il Dio Fenicio Uccide Ancora” (“Tower Of Evil”) e una miriade di horror inglesi; praticamente tutto quello uscito dalla Hammer e dalla Amicus. Per quanto riguarda lo splatter…però si torna sempre lì “La Casa” (“Evil Dead”), non c’è niente da fare, vince sempre Raimi, più ritmo, più divertimento.
Concludo dicendo che, povero me, non è un film horror ad essere il mio film preferito, bensì “Otto E Mezzo” di Fellini, testa a testa col “Cattivo Tenente” di Ferrara.

A.P. Cosa ne pensi della situazione che abbiamo in Italia del genere horror?
L.L. Una discreta merda! I vecchi registi o sono morti o hanno perso l'ispirazione, giovani che siano prodotti seriamente non ce ne sono, rimane così soltanto la scena amatoriale o indipendente che a volte sforna roba interessante tipo "Il vangelo secondo Taddeo"…mi pare si chiami cosi (ride)… o l'immortale Piero Galli, grande maestro bresciano, autore di roba come “Gay Holocaust” e “In Quella Chiesa…Sesso Omega”.
Ma insomma la situazione è fermina e anche nell’amatoriale non trovo quella voglia di far spaccare culi e far schizzare budella che sarebbe lecito trovare, anche le sceneggiature…troppo, troppo ambiziose e l'impressione è sempre quella di guardare dei "vorrei ma posso" movies, manca il gusto per il sano divertimento, c'è sempre questo desiderio di essere “autori adulti”, per non parlare poi dei messaggi stronzate…basta l’esempio dell’autore di “Bad Brains” suvvia, trovi soldi e attori e mi fai una roba così? Daaaiii (ma ora la smetto di fare la vipera, mi lascio prendere sempre la mano!).

A.P. Ora invece sei alle prese con il tuo secondo film “La Resurrezione dei Cuori”, come ti stanno andando le cose?
L.L. Questo film già è partito come progetto più ambizioso e dispendioso sia per quanto riguarda i tempi che i denari, diciamo che mi sono procurato qualcosa che si avvicina all'idea di "budget" ma nonostante ciò i problemi di realizzazione sono sempre grandi e i tempi si allungano ma sono fiducioso. Gli attori che ho per le mani, per quanto annoverino un solo professionista nelle loro file, sono tutti dotati e coraggiosi. Devo dire che sono molto contento del cast femminile, carente, devo dire, nel precedente... sono belle, brave e spogliate, non mi lamento.
Le location che finora sono state sfruttate sono tutte di grande atmosfera, adatte allo scopo… Gli effetti speciali stavolta non sono a base di succo di mirtillo e legname… e nel complesso ne sta venendo fuori un prodotto assai più professionale, dal punto di vista tecnico, del precedente… Sicuramente molto più estremo per tematiche e sequenze: more blood, more sex, more of everything.
Per la professionalità sono sicuramente da ringraziare i miei collaboratori Alberto Balducci, Frank Romè… molto più posati e psicologicamente posati del sottoscritto…

A.P. Cosa ci dobbiamo aspettare da questo tuo secondo film?
L.L. Aspettatevi qualcosa di diverso, ma non qualcosa con meno palle!!!
Anzi: sarà spassoso, sarà disgustoso, sarà una serata spesa bene e ne vorrete ancora!

A.P. Quale è il sogno di Lorenzo Lepori?
L.L. Il sogno...la speranza…il desiderio… è morire dopo aver lasciato almeno cinque film sulla bachechina di qualche collezionista sfigato, così uno entra nella sua stanza, vede questi cinque film uno accanto all'altro e dice: "Lorenzo Lepori…uhm...allora c'è stato pure lui...", basterebbe no?
Questo vorrebbe dire aver vissuto!

A.P. Quali saranno i tuoi progetti futuri?
L.L. Quien sabe?
Mi barcameno fra la mia robaccia e il teatro, domenica reciterò al teatro Rifredi di Firenze in "Seduzioni" di Pietro Bartolini, poi chissà… altri filmacci… altro teatro… hollywood...porno...snuff.
Il futuro è incerto, nebuloso ed esaltante!

A.P. Bene, innanzitutto ti ringrazio per avermi rilasciato quest’intervista e ti auguro un “in bocca al lupo” per il tuo nuovo film. Lascio a te la libera parola per la conclusione.
L.L. Eh…concludo ringraziando TE per aver intervistato me medesimo e per il supporto dato al “Vangelo Secondo Taddeo”.
Aspettate speranzosi la nuova opera, perchè vi sorprenderà.