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Piccoli Brividi
Regia: R. Letterman- Nazione:USA - Anno: 2015- Autore: Vincenzo De Divitiis

Zach e sua madre si trasferiscono da New York in una tranquilla cittadina di provincia, non senza malumore da parte del ragazzo già scosso dalla prematura perdita del padre. Tutto lascia presagire ad una permanenza monotona e piatta, fino a quando il protagonista non fa la conoscenza di Hannah, la bella vicina di casa, che però è sorvegliata a vista da un padre severo e dall’aspetto misterioso. Dopo una bella passeggiata romantica, i due tornano a casa ma durante la notte Zach sente rumori e urla sospette provenire dall’abitazione dei vicini al punto da chiamare la polizia. L’iniziativa non sortisce gli effetti sperati e così il giovane, aiutato da uno strampalato amico di scuola, fa uscire di casa il padre di Hannah grazie ad uno stratagemma e si introduce nella villa dove fa una sorprendente scoperta: il proprietario non è altri che R.L. Stine, autore di centinaia di racconto del terrore per ragazzi. Ma, come se non bastasse, la notizia peggiore è che i mostri partoriti dalla fantasia dello scrittore sono pronti a lasciare le pagine dei libri per invadere il mondo reale.

Per tutti coloro cresciuti negli anni Novanta un must delle vacanze estive era quello di sostituire i noiosi compiti scolastici con la lettura di brevi romanzi destinati a fare epoca, ossia la collana “Piccoli brividi”. Racconti scorrevoli, poco impegnativi ed efficaci nel giocare con la fantasia creando mostri e situazioni spaventose di ogni tipo, non lesinando momenti di ilarità e divertimento. Nonostante queste qualità fossero aderenti ad una trasposizione filmica, l’amore tra la serie di libri ideata da R.L Stine e il grande schermo ha faticato a sbocciare ed infatti, aldilà di una dimenticabile serie televisiva trasmessa in Italia piccolibrividi nella seconda metà degli anni Novanta, si è dovuto aspettare fino ai giorni nostri perché “Piccoli Brividi” trovasse una versione cinematografica ben definita. Ad accollarsi l’onore e l’onere di tale impresa è Rob Letterman, autore già conosciuto nell’ambito del cinema di animazione e di avventura (basti citare “Shark Tale” e “I fantastici viaggi di Gulliver”), che ha il grande merito di non focalizzarsi su un solo libro della serie e raccontarlo in modo pedissequo, con il rischio di essere scontato, ma mette su una storia che intreccia la realtà con la fantasia dello scrittore stesso della saga allo scopo di lasciare spazio per colpi ad effetto e situazioni al limite del grottesco. Una scelta vincente e decisiva per confezionare una pellicola frizzante e capace di strappare tante risate e anche quale innocente e “piccolo” brivido (è proprio il caso di dire).
Con “Piccoli Brividi” Letterman aziona un’immaginaria macchina del tempo e ci fa ritornare ai mitici anni Ottanta, periodo d’oro del cinema horror, durante i quali i tanti thriller psicologici e gli splatter erano affiancati da film del terrore rivolti ad un pubblico più giovane la cui parola d’ordine era la ricerca del facile spavento, senza il ricorso ad immagini di violenza esplicita bensì ad effetti speciali non troppo sofisticati. piccolibrividi L’influenza di tali atmosfere è ravvisabile a partire dalla costruzione della trama al cui interno ritroviamo le convenzioni del periodo succitato che vanno dal trasferimento in periferia alla cotta per la vicina di casa, passando per l’elemento horror che cambia la vita dei protagonisti e imprime alla trama la sterzata definitiva per decollare. Quest’ultimo ingrediente viene accompagnato da una spiccata vena ironica che in questo caso si traduce nella realizzazioni di mostri ben realizzati al computer e soprattutto molto colorati e sgargianti che assumono un ruolo centrale all’interno delle lunghe e mirabolanti sequenze di avventure. Tra queste occorre ricordare il rocambolesco inseguimento in macchina per fuggire da una gigante mantide religiosa, la folle corsa nel supermercato che vede Stine e company alle prese con un lupo mannaro e la bizzarra lotta sul campo da hockey contro il nerboruto mostro delle nevi. Insomma, un plot dai ritmi scorrevoli e ben scanditi che culminano in un finale frenetico e denso di mostri appartenenti all’immaginario collettivo dello spettatore di ogni età e gusti. Anche la costruzione dei personaggi e la relativa scelta del cast sono in linea con lo spirito impresso da Letterman al suo lavoro. piccolibrividi Abbiamo infatti un Jack Black perfetto nell’interpretare uno scrittore schiavo della sua fantasia e costretto a fronteggiare i mostri creati dalla sua stessa mente; una coppia di adolescenti innamorati, interpretati da Dylan Minnette e Odeya Rush, ben calati nella parte anche dal punto di vista estetico in quanto giovani dal bel aspetto; menzione particolare, infine, per Ryan Lee che stupisce per la sua efficacia nei panni del classico ragazzino sfigato e deriso da tutti il quale però riesce a prendersi la sua degna rivincita.
“Piccoli Brividi”, volendo tirare le somme, è un prodotto riuscitissimo che raggiunge lo scopo di catturare sia il pubblico degli affezionati e nostalgici che quello più giovane che di sicuro dopo la visione del film sarà stimolato ad andare alla riscoperta dei libri della collana.

Visiona il trailer di PICCOLI BRIVIDI




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Tags.............................. Piccoli brividi, jack black, R.L. Stine,Rob Letterman

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